lunedì 26 marzo 2007

Mistero Risolto!

Finalmente ieri sera è stato risolto il mistero dell'uccello morto senza testa nella gabbia e con la testa sparita. Ho perfino trovato un colpevole e dedotto un abbozzo di dinamica della cosa.
Ho pensato che meritasse una spiegazione su un altro post piuttosto che un misero commnento.
La testa era sparita, è vero, nel fondo della gabbia non ce n'era traccia, neanche dopo lunghe e minuziose ricerche. Ma come è possibile che degli uccelli riescano a divorare una testa facendola sparire becco compreso? E poi, com'è possibile che degli uccelli contemplino l'omicidio (o uccellicidio) fino a diventare sadici? Finora però le mie ricerche si erano limitate al puro senso logico dei corpi che cadono a terra per mezzo della gravità, non avevo pensato che potessero restare sospesi per aria. Infatti, dopo tre giorni, quando avevo già archiviato il caso come X-file, mi cade l'occhio su un grumo di piume appiccicato su un lato della gabbia... la testa! Il sangue coagulato appiccicoso come pece, aveva fatto da collante e la testa di ossatura ultraleggera tipica degli uccelli, era rimasta incredibilmente appesa per tutto quel tempo. Non vi dico i numeri con mia mamma per... come dire... raschiharla via!
La posizione del reperto, inoltre, mi ha fatto giungere alla conclusione del mistero. La vicinanza a uno dei... nove nidi (pausa per andare a contarli), cambia completamente la dinamica della cosa. L'istinto di questi uccelli, infatti è di colpire con il massimno della forza quando sentono la propria prole minacciata anche dai loro simili. Sono capaci di attaccare in gruppi di parenti e vanno avanti ininterrottamente finchè la minaccia non svanisce. Ora, dato che i miei uccelli sono tutti imparentati, suppongo che abbiano attaccato in 32 assieme contro una sola femmina. Ma non sono stati loro ad ucciderla, perchè la femmina era già morta al momento dell'attacco.
Il loro istinto, dice inoltre che quando si sentono intrappolati cerchino di liberarsi in tutti i modi, agitandosi e sbattendo le ali spargendo piume dappertutto finendo per farsi male da soli. Mi è capitato più volte, infatti di dover liberare uccelli appesi a teasta in giù con gli artigli intrappolati su un nido che si erano agitati fino a spezzarsi una zampa. A questa qui era andata peggio però.
La mia ipotesi è che il povero uccello avesse infilato la testa tra le sbarrette della gabbia, probabilmente per cercare di prendere un filo di cotone che passava all'esterno, restando con le zampette ben saldamente ancorate al nido. Trovandosi incapace di ritirare fuori la testa però, il suo istinto, come dicevo prima, lo ha spinto ad agitarsi con tutte le proprie forze fino a perdere la presa sul nido e a ritrovarsi impiccato. Gli uccelli però non muoiono impiccati. La situazione ancora più critica di prima, infatti, lo ha spinto a dimenarsi con ancora più forza fino da autoprovorcarsi la rottura dll'osso del collo e quindi la morte. Gli altri uccelli, intanto, vedendo la scena e sentendosi per istinto minacciati, sono accorsi per difendere il nido e hanno concentrato i loro attacchi sul collo e sulla nuca (come di consuetudine quando si attaccano tra di loro), accanendosi tutti assieme contro quello che ormai era già un cadavede. L'operazione deve essere durata delle ore, anche perchè il becco di questi uccelli non è come quello dei rapaci, animali in grado di lacerare le carni, questi sono uccelli dal bacco morbido, a malapena in grado di aprire dei semini, così intanto il sangue fuoriuscito dal collo post mortem ha fatto in tempo a coagularsi e ad appiccicare la testa con le piume alle sbarrette della gabbia. Solo la fine della minaccia poteva interrompere i loro attacchi, e questo è successo quando il corpo straziato si è staccato dalla testa ed è caduto sul fondo, lasciando la testa appesa.
Ora, la colpa di tutto questo di chi è? Di nessuno. Una serie di sfortunate coincidenze e comportamenti istintivi hanno fatto sì che uno dei miei 33 uccelli facesse una morte orribile. Tutto questo era impossibile da prevenire. A volte quando giunge l'ora di un essere vivente, giunge e basta.
Ora, rassicurato sulla psiche dei miei uccelli ho notato un nuovo particolare inquietante: Nel nido sul quale si era appoggiata la vittima non c'erano pulcini, ma c'erano ben sette uova. Devo supporre tutte feconde. Se ne nascono altri sette, dove diavolo li metto? Speriamo in un aborto plurimo!

3 comments :

  1. Albert ha detto...

    semplicemente fantastico...mi sono divertito un casino a leggerlo!

  2. römio ha detto...

    C.S.I. Bridge... la scena del crimine.

  3. Alessandro Guaiana ha detto...

    Dark ed emozionante!