Inspiegabile. Tu una mattina dici: “Vado a tagliarmi i capelli”. Mentre sei lì seduto, con a fianco un vecchio canuto che inveisce contro il governogliimmigratiletasse e il barbiere lo asseconda ti accorgi che stai diventando calvo. Deglutisci. Osservi. Studi la situazione. Non c'è possibilità di errore. Guardi il barbiere. La sua espressione, minimi movimenti dei suoi muscoli maxillo-facciali. Non c'è scampo. Stai diventando calvo. In silenzio mediti. L'ultima volta che eri stato lì? Un mese e mezzo fa. Avevi notato una piccola perdita, ascrivibile magari ad un periodo di stress. La piccola perdita è diventata una emorragia, senza che te ne accorgessi. Se continua così nel giro di tre mesi non avrai più i capelli davanti. Paghi. Inizi a dire qualcosa. Qualcosa che riguarda i tuoi capelli. Senti cose che non avresti voluto sentire. Vedi uno shampoo delicato da 10 euro. Non hai i soldi dietro, ma non importa, perché già sai, nel profondo del tuo cuoricino che non esiste una cura valida, una terapia risolutiva. Non ci sono che palliativi, rimedi più o meno artigianali, unguenti, olii, visite dal dermatologo che dice banalità. Tutto inutile. Se i capelli cadono, cadono. Pensi ad Elio e le storie tese.
Caapelli, Caapelli, sono andati via,
e non torneranno mai....
Sei fuori dalla bottega ora. Guardi la tua immagine riflessa nelle vetrine. Hai paura a toccarti i capelli. Con una mano li sposti dalla zona, quella lì. Grave. Li senti, i tuoi capelli, che stanno cadendo. E' autosuggestione, ma li senti.
Pensi agli altri, quando darai la notizia. Tutti all'inizio sdrammatizzano. Ridimensionano l'entità dell'evento, “si fermerà” sentenziano. Ma tu lo sai come stanno le cose. Quando non ti vedono risollevato dal giudizio si spingono fino a prenderti per il culo, per queste tue sciocche preoccupazioni.
Magari non hai mai avuto dei bei capelli, ma non ti rendi bene conto di quale sia la differenza che passa tra averli oppure no finché non iniziano a cadere. La sera al bar osservi la testa degli uomini. Fai un censimento. Ti senti solidale, fraterno. Pensi a quanta gente c'è passata, pensi che ora ci sei tu.
C'è un aspetto molto sottile in tutto ciò. Ti vedi cambiare nel giro di pochi giorni in maniera radicale. La tua immagine, cioè te stesso. Vedi su di te i segni del tempo.
Magari ti facevano pure ridere questi discorsi fatti da altri, magari prendevi pure un po' in giro il babbo stempiato. Ci sono cose più importanti, ma è tutto serissimo.