giovedì 12 ottobre 2006

L'Angolo Lessicale

Vedendo il degrado imperversare nel tono delle nostre conversazioni ho deciso di educare voi masse al parlar forbito, in virtù della mia indiscussa professionalità (!).

Perché è vero che parole come cacca, vomito o bocchino fanno ridere, però c'è un limite a tutto, soprattutto ad espressioni come “meega” “chemmerda”, che oramai ricorrono troppe volte in una tipica discussione. Ma ora bando alle ciance, inizia la prima lezione, con una carrellata di parole belle che è lecito e opportuno usare:

Un primo esempio

Vediamo un primo esempio, una frase tipica che potrebbe essere pronunciata a tavola, magari da Guaio:

Mmm, stasera ci si tratta da nababbo! Guarda che succulenti manicaretti, non vedo l'ora di farne una scorpacciata, ho già l'acquolina in bocca!”

  • nababbo: rievoca un uomo che conduce uno stile di vita opulento, sfarzoso ma al tempo stesso calmo, rilassato. Beneficia dei privilegi concessi ai papi, ma ha il carattere saggio di un vecchio padre.

  • succulento: da l'idea di qualcosa davvero ricca di gusto, (gordissima) e da assaporare con estrema lentezza

  • manicaretto: una pietanza estremamente ricercata, artigianale, fatta a mano. Impegnativa nella preparazione al punto a spingere l'autore a tirarsi su le maniche della camicia.

  • scorpacciata: è una bella parola perché si sente proprio il cibo che non trova posto nello stomaco e tende ad uscire per le vie disponibili.

  • acquolina: imperdibile, sembra di sentire il calore di una bavetta particolarmente fluida che cola dagli angoli della bocca, buon appetito!

Il Giornalismo

Ci sono delle formule codificate nel linguaggio giornalistico, fatte apposta per velocizzare la lettura della notizia. E' bene impadronirsi anche di questa sfera lessicale.

A seguito di un tafferuglio scoppiato tra giovani facinorosi, due di loro, i più esagitati, hanno avuto una breve colluttazione, terminata con un fendente

  • tafferuglio: da l'idea di una specie di rissa, dove però non volano cazzotti, ci si limita a spintonare e a lanciarsi insulti. Al massimo si può dare qualche calcio in culo. Come dice la parola il meeting è aperto a tutti, chi vuole ci si può tuffare in mezzo e menare un po' le mani.

  • facinoroso: è evidente un personaggio piuttosto iroso. La sua specialità sono gli insulti verbali, pronunciati a volumi esagerati e accompagnati dalla tipica espressione del facinoroso: il volto bordeaux. Richiama alla mente certi ultraobesi esponenti verdani al raduno di Pontida (...)

  • esagitato: 6 volte agitato, non sta proprio più nella pelle, completamente impazzito. L'artificio numerico si presenta anche in un'altra parola, dal significato completamente diverso: tribolare: che significa far proprio tanta fatica, almeno 3 volte quello che sarebbe giusto.

  • colluttazione: rende bene l'immagine di uno scontro corpo a corpo tra Steven Segal (foto) e Chuck Norris, chiusi all'interno di una stanza. L'epilogo spesso prevede il tentativo di strangolamento da parte di uno dei due contendenti.

  • fendente: un colpo veramente ben assestato, spesso con coltello a serramanico. Quasi onomatopeico.

La Monnezza

Tipico il contatto, nella vita quotidiana, con i rifiuti prodotti dall'attività umana:

Cos'è tutto questo ciarpame? Inutili orpelli, ammennicoli vari... Butta subito questo squallido pattume!”

  • ciarpame: robe vecchie, rotte arrugginite, calpestate, senza alcun valore.

  • orpello: termine destinato in realtà alla funzione autoreferenziale della lingua, si presta bene a descrivere un ornamento davvero del cazzo, che secondo il suo ideatore dovrebbe pure essere bello...

  • ammennicoli: tutte puttanatine da bancarelle, ma quelle abusive, stronzate di poco conto e piccole dimensioni.

  • (squallido) pattume: rende proprio lo schifo, la puzza, il ribrezzo derivanti la vista e il contatto con esso. (si ringraziano gentilmente per la concessione i rispettivi ideatori del termine)

Altri termini sciolti

  • empietà: è cosa davvero brutta. Ma brutta brutta.

  • meditabondo: un atteggiamento di estrema concentrazione che porta il soggetto ad isolarsi dalla società, forse anche per una sorta di ribrezzo provocata dalla contiguità della parola in esame con il termine “nauseabondo”.

  • profanare

  • subodorare: tutta questione di fiuto...

Eccoci quindi giunti, con sommo rammarico, al termine della prima lezione. Fate buon uso di questi termini!

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