venerdì 1 dicembre 2006

106,000,000,000 (circa)

Qualcuno un giorno si è posto la domanda: “Ma quanti uomini (e donne) sono esistiti?” (Attraverso tutti i tempi). Qualcuno allora, non so se lo stesso o un Altro, si è inventato una cifra frutto di qualche ragionamento che non discuto. CENTOSEIMILIARDI. Sono molte persone. Ma proprio tante. Un numero del genere significa che anche se ci sforzassimo di conoscere tutte le persone che abitano oggi la terra, circa 6 miliardi, non conosceremmo che il 5% di Tutti. (E comunque è impossibile, quante persone conosciamo? Duetrecento forse, contando parenti alla lontana, 'amici' di vista e rompicazzo vari da evitare...)

Dunque, i Tutti in questione hanno tutti calpestato la nostra terra, respirato la nostra aria, e poi sono morti. E il materiale dei loro corpi di certo non è andato perduto. Una parte deve essere entrata in oggetti (portachiavi, cannucce, sassi, ecc...), un'altra ha continuato ad essere vita, insinuandosi in piante, animali, in altre persone. Non c'è bisogno di credere nella metempsicosi, nella trasmigrazione delle anime, per sapere che quasi certamente qualcuno degli atomi di cui siamo composti è stato parte di un altro uomo, o di molti altri. La materia alla fine è sempre quella, cambiano i soggetti; ne risulta che abitiamo corpi in affitto.

Detto questo, viste le cifre, probabilmente ognuno dei Tutti ha avuto nel corso della storia qualche sosia: sì, qualcun altro dall'aspetto quasi indistinguibile. Ammetto che questa non è altro che una mia elucubrazione, ma quella dei Tutti temo che sia una 'unicità' discutibile, almeno per l'aspetto fisico, visto il numero immenso di Altri... Insomma Ciascuno è diverso da Tutti ma c'è o c'è stato un Qualcuno molto molto simile...

Ma poi, anche le idee... Ci sarà Qualcuno che ha pensato in un tempo indefinito o penserà in futuro qualcosa simile a quello che sto pensando ora (senza aver letto queste righe).



Non è poi tanto astratto il concetto di Umanità, se esco dal confine delle poche centinaia di conoscenze superficiali, dei pochi chilometri che abito percorrendoli in tondo, dello specchio del mio bagno e dalla merda che mi passa per la testa. L'importante rimane sempre e comunque non pensarci troppo; al massimo come una eccentrica curiosità.

4 comments :

  1. Biru ha detto...

    Ma la domanda che invece viene spontanea a me, arrivati a questo punto è: ma che cosa ti fumi per pensare aqueste cose? o addirittura per andare a cercare quanti siamo mai stati in tutto questo tempo a devastare la terra?

  2. capa ha detto...

    Sicuramente il concetto di Unicità della persona che ogni tanto ci schiaffano in faccia è piuttosto fallace. La massa spesso non è che un tutt'uno indistinto ma quel che è più grave è l'indistinzione psicologica, ideologica e culturale. Siamo figli dell'humus che ci circonda e evaderne non è affatto semplice.

  3. Anonimo ha detto...

    Ho usato per errore l'account di mio fratello per postare il commento, sorry!

  4. Bridge ha detto...

    Ecco la mia opinione:
    La materia è sempre la stessa, è vero. Non è altro che un insieme di atomi formati da protoni, neutroni ed elettroni che dall'universo non possono scappare. Ma gli atomi sono stupidi, sono mattoni fondamentali legati da leggi matematiche talmente banali da poter essere tutti scritti su un pezzo di carta. è normale pensare che si rimescolino e si ricombinino in varie forme, certo il pensiero che quando morirò i miei atomi si disgregheranno per ricombinarsi in piante, fiori, uccelli, portachiavi o magari altre persone, non mi tira su di morale dal fatto che non esiste una vita ultraterrena. Ecco quindi la religione: una comodità. Ma la mia coscienza, non intesa come un insieme di pensieri, piuttosto come la coscienza di me, di esistere, quella andrà per sempre irrimediabilmente persa. La somiglianza fisica non mi spaventa e nemmeno quella psicologica. L'intelligenza si può dividere in categorie, ma resta sempre universale e accessibile a chiunque. è normale quindi che qualcuno (nella storia dell'uomo) abbia pensato alle stesse cose o provato le stesse emozioni o si sia posto le stesse infruttuose domande che ci poniamo noi. Succede anche tra gruppi di persone con interessi simili di condividere esperienze simili. Ecco perchè la depressione, la solitudine, l'intelligenza non rendono speciali. Quello che semmai rende unici (ma non speciali) è l’esistenza considerata intrinsecamente al concetto di tempo (inteso come epoca) e al concetto di società. Se la società non cambiasse, non si evolvesse, se non si scoprissero nuove cose, se non si dovessero affrontare nuovi problemi, l’uomo diventerebbe un animale e lo scorrere del tempo non diventerebbe altro che un concetto relativo.