sabato 11 novembre 2006

Gravità

C..zo. Son qua e non riesco a proseguire. Maledetta pagina 57. Con un po' di furbate riguardo i margini e i capo-riga sono passato da 51 a 55. Poi niente. Vuoto. Fatica. Sonno. Noia. Mi trascinerò ancora un'ora, nella speranza di arrivare a quota 60.

Intanto, guardando la pila di fogli che costituiscono le mie references penso agli autori di quei testi. Fior di ingegneri, fisici, matematici che han lavorato alla NASA per decenni. Poi guardo le date. 1969. Che sfighenz. Cosa si son persi... Spiegami giovane W.G. Dunbar, perché non eri a Woodstock? Dov'eri quando Jimy suonava coi denti? Perché lavoravi alle “High Voltage Design Criteria”, da solo, con tre supervisori che ti rompevano le balle?!

Domande inutili. Fossimo tutti cazzoni non si andrebbe da nessuna parte. Ci sarebbe l'anarchia (!). Ma non è così.

Ah, che scazzo. Mi piacerebbe annullare la gravità. La legge di gravità è la peggior legge di tutto l'universo fisico e metafisico. Una legge subdolissima. Intanto nessuno sa perché ci sia. Perché stiamo attaccati alla terra? Cosa ci tiene? Mah. Siamo talmente abituati al suo effetto sin da piccoli che anch'io quasi non impreco più quando mi cade la penna. Se non ci fosse la gravità forse anche le nostre vite sarebbero meno gravi. Forse Dunbar si sarebbe fumato qualche buon tubo e magari ci avrebbe provato sulle spiagge della California, con qualche strappona di turno. E non si sarebbe sentito obbligato a fare quello che ha fatto. E io non sarei qui a scrivere boiate perché annoiato dalla tesi(na).

Bah. Proprio subdola la gravità. Uno pensa che nello spazio non ci sia. Invece c'è anche là. E non è meno forte che qui. E' solo diversa, e dà l'illusione di non esserci. Non c'è scampo dalla gravità. Legge fisica e morale. Non si può infrangere. Anche se non c'è nessuno che vigili sul suo rispetto. Stai attaccato alla terra. Sempre.

Torno al lavoro.

0 comments :