martedì 16 gennaio 2007

Yankee come here!

Stasera alle 20,30 sarò in piazza Castello, a Vicenza, a osservare la fiaccolata contro la base Usa indetta da pseudo-pacifisti dalla molotov facile e residenti rompicoglioni. Mi guarderò in giro e chiederò: “perché? Cosa non va nella base? Cosa c'è dentro voi che vi porta ad odiare gli americani?”. Sì, perché proprio di odio si tratta. Odio derivato dalla cultura post-comunista, tanto legata ai regimi totalitari, odio nei confronti della libertà. Di quella libertà che appena 60 anni fa ci fu donata dagli stessi americani, che oggi, irriconoscenti vogliamo cacciare. Sì, noi, noi tutti, in quanto italiani saremmo responsabili di un'azione così grave.

Mi fanno ridere quelli che dicono: “non si tratta di una base ONU o NATO, ma di una base USA, perciò, in nome della sovranità nazionale non la vogliamo”. Mi fanno ridere, perché da sempre l'America è in prima fila nella lotta per la libertà. Pensiamo al sacrificio di questi anni. Alla guerra sanguinosa in Afghanistan e in Iraq. All'altissimo tributo che questo popolo versa nella lotta al terrorismo, al nuovo medioevo, alla regressione culturale e religiosa. E noi vogliamo ostacolare l'unico mezzo disponibile agli Stati Uniti per arginare questa spirale di violenza. Di fronte ad una comunità internazionale incapace di prendere decisioni, come può l'America aspettare e poi rispettare risoluzioni ONU che vanno contro gli interessi della libertà? Sono necessarie le basi USA in Italia.

Tanto più che il governo Berlusconi prese già impegni con l'amministrazione Bush, promettendo quello che ora con un atto illiberale si vuole negare. Lo fece, è vero, senza darne pubblicità, ma perché si trattava di interessi nazionali, la gente allora non avrebbe capito, non avrebbe accettato una simile posizione. Solo Giuliano Amato pare rendersi conto della situazione, dicendo: «C’è un impegno del precedente governo». Giusto. Peccato che sia una delle poche cose che ha capito. Numerosi altri precedenti impegni del precedente governo sono stati disattesi. Il ponte sullo stretto. La riforma giudiziaria. Lo stesso impegno in Iraq. Ma si sa, chi si accontenta gode.

E poi, questi residenti? Piagnucoloni. Non si rendono conto dei vantaggi che proverrebbero dall'ampliamento della base. Posti di lavoro, in una economia forte sì, ma che ha comunque sempre bisogno di occupazione. Pensiamo agli appalti per la manutenzione della caserma, magari anche degli armamenti. Pensiamo agli affitti agli ufficiali che decideranno di soggiornare fuori dalla caserma. Ai bar, sempre affollati di militi in libera uscita. Alla prostituzione, sì, che magari finalmente potrebbe diventare legale e sciogliere così l'eterno problema dello sfruttamento. Il ritorno di immagine di Vicenza negli Stati Uniti. Il turismo. Souvenir. E che dire degli svantaggi che deriverebbero da una eventuale partenza degli Americani? Cosa faremmo delle strutture dell'attuale caserma? Come impegneremo quegli spazi? Dove troveranno lavoro i 750 dipendenti italiani che attualmente vi lavorano? Quale futuro per loro? Perderemmo i dollari americani, la superstrada per collegare le due caserme. La cultura della libertà abbandonerebbe Vicenza. A partire dalla festa del 4 Luglio.

Vogliamo perdere questa opportunità? Rendere Vicenza un posto davvero accogliente, ricco e libero dove i giovani possano trascorrere la propria vita serenamente?

Lascio a voi tutti le ovvie considerazioni.


Il comitato del vaffanculo

6 comments :

  1. Albert ha detto...

    beh, direi un gran bel post! non ho altro da aggiungere.

  2. Albert ha detto...

    per metterla sul ridere, un commento all'ultimo post di beppe grillo sulla base:
    COMANDI !!!!

    sono un puteo de vicensa de la lega anca mio pare s'era de la lega
    mio nono ai suoi tempi no elo era tuto d'un peso "de granito"

    mi non capiso cosa ciabia la gente contro sti bei fioi americani.....
    son tuti alti biondi a mio nono sarebbero piaciuti

    va ben sono un po' rumorosi e prepotenti e quando l'han bevudo
    e preso la polverina ti scagasano dapertuto e magari ti tromban
    pure la tu fiola

    ma che sarà mai..... nesun l'è perfeto ..... via

    però mi li preferiso agli altri estracomunitari per capirse queli colorà
    perchè queli colorà el cian sempre bisogno de qualcosa

    gli american invece te dan loro un peso di ciocolada o na luchistriche

    ps

    a me desmentegavo i gati non son più queli de na volta

    ve saluto vado a girar lo spesatin

  3. frank ha detto...

    Non mi pare assolutamente dialetto veneto quello riportato da Albe.. però mi fido e quindi deduco che il tipo che ha scritto sul Blog di Beppe sia un falso.

  4. frank ha detto...
    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
  5. frank ha detto...

    Per quanto riguarda il blog del mio amico Romio..
    come sempre si è allineato alle opinioni di chi comanda.. sono stupito da questo suo filoamericanismo.. mi giunge del tutto inaspettato.
    Non posso esimermi, però, dal concordare con quanto egli scrive (ha ragione ndr) con una vena di ironia però.. Hai sempre parlato male di questi americani guerrafondai.. ma quando la situazione ti tocca da vicino.. tocca le tasche e il prestigio della tuà città allora cambi idea.. e l'invasione dell'Iraq diventa un'atto di libertà.
    Ci sta dire questo.. ci sta dire tutto.. ma:"E noi vogliamo ostacolare l'unico mezzo disponibile agli Stati Uniti per arginare questa spirale di violenza" è troppo!!
    un po' di pudore!! Ho sperato fino all'ultimo che fosse solo ironia..sarcasmo.. ma non è così..
    Gli Stati Uniti sono la patria della libertà.. ma la guerra ne è la tomba.

  6. Biru ha detto...

    Non posso non commentare. Io non ho seguito lo svolgimento di questo problema, ma dalle notizie di questi giorni mi posso fare un'idea. Io non sopporto gli americani. Questa affermazione va presa con le pinze. Gli USA sono uno stato molto interessante bello e vario, e gli americani non sono tutti criminali, come non lo sono tutti gli italiani o tutti gli extracomunitari. Pero' non sono nemmeno tutti santi (come tutti del resto). La vera cosa che non sopporto e' questa mania di andare a fare guerra ovunque. Certo, in certi casi e' veramente necessaria (come la seconda guerra mondiale), ma altre non credo (come la seconda guerra in iraq, della prima non mi sono mai interessato troppo, so solo alcune cose che mi fanno odiare i generali americani). Pero', indipendentamente da tutto cio' gli americani nelle basi che hanno in Italia sono solo un bene per noi. Non ha senso cacciarli per tutte le buone e valide motivazioni gia' dette. La cosa su cui discordo con Romeo e' il loro esportare la liberta'. A questo non ci credero' mai. Il loro interesse e' la LORO liberta'. Se a loro comoda si fa finta di esportarla, altrimenti se ne infischiano. Ma come dargli torto? hanno ragione (non sto ironizzando) perche', se devono fare morire Americani, e' giusto che sia per il loro benessere. Ma che non si faccai passare questo per un "Team america: World Police" (magnifico film, guardatelo!!).
    E Frank ha ragione: violenza porta solo violenza, e non portera' mai la pace. Comunque non so quanto una base usa rinnovata in Italia possa aiutare a combattere il terrorismo. Dico solo questo gli USA adesso hanno l'F-22 (progetto nato piu' di 10 anni fa) che non soddisfa le esigenze del pentagono, e l F-35 (che e' a buon punto) sembra che deluduera' ugualmente. Questi sono gli ultimi caccia ameircani per aiutare la guerra al terrorismo. Aerei che potrebbero essere spiegati anche nelle basi in Italia. Ma chiedo: Cosa puo' fare un aereo contro un Tir/auto/Autobus/furgone pieno di esplosivo che corre in mezzo al traffico di New-York (o qualunque altra citta')? o anche la loro "Mother of Bomb" una bomba convenzionale che rade al suolo un intero quartiere, usata per la prima volta in iraq pochi anni fa?
    No, gli americani non vanno cacciati perche' ci portano guadagno punto e basta. Potrebbero riempirci di basi, ma questo non aiutera' la pace. Per quello possiamo solo dialogare, dialogare e dialogare "io dico si'/al dialogo/perche' la pace e' l'unica vittoria/ l'unico gesto in ogni senso/che da un peso al nostro vivere" "il mio nome e' mai piu'" di LigaGiovaPelu'.

    Sono stato lungo, e forse non del tutto chiaro. Scusatemi, ma e' un discorso molto delicato.